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( lunedì, 29 dicembre 2008 )
Chiedo scusa per il prolungato silenzio stampa. Chi mi è vicino già lo sa, chi non lo è probabilmente se ne fotte, ma tant'è: mia madre è morta. Questo implica una serie di innumerevoli faccende da sbrigare ben poco piacevoli e anche meno semplici e veloci, oltre che ad una serie di altrettanto innumerevoli pensieri che non ho tempo nè voglia di mettere per iscritto e condividere col cyberspazio. Ci risentiamo quando Murphy avrà smesso di tormentarmi, e/o quando ne avrò voglia. ![]() ( sabato, 04 ottobre 2008 )
La deriva nichilista dei miei pensieri mi fa sorridere. Alla fine lo sono diventata davvero, quel che speravo di essere a 15 anni, e non so se sia un bene o un male. Panta rei, tutto scorre; e alla fine di questa ridicola pantomima, questa sciarada di buonismo idiota, quella che non cambia sono io. E a tutti quelli che, con la coscienza pulita, mi dicono: "passerà", "è solo un periodo", "poverina", rispondo con un materno sorriso, non passa, ragazzi miei, o almeno non prima che la vostra carne si sia staccata dalle ossa, divorata dai vermi. E se state così bene, se non ve ne accorgete nemmeno, è solo perchè il vostro cervello sta ancora su uno scaffale ad aspettarvi, insieme alla vostra coscienza. Ma rincuoratevi, presto o tardi capirete che l'esistenza non ha alcun senso se non se stessa, e che non è la vita il dono più bello, ma la felicità. Se capiste davvero che cos'è la vita, la odiereste. Non siete speciali, non siete altro che mucchi di carne che vagano cercando di darsi uno scopo; e la verità è che uno scopo non c'è: siamo tutti, nessuno escluso, impercettibili sbavature d'inchiostro su una tela imbrattata da un cieco durante una crisi epilettica. Stiamo tutti, nessuno escluso, aspettando che la prossima mano di vernice ci cancelli dal mondo. Affannatevi pure per essere ricordati, per essere migliori, per essere QUALCUNO. La verità è che se capiste, vorreste solo essere dimenticati. ![]() ( giovedì, 04 settembre 2008 )
Eccomi di ritorno da un'estate piuttosto movimentata in cui, mi perdoneranno i miei affezionatissimi che mi hanno subissata di pvt, ho pensato a girare per Londra e per le più belle città d'Italia, giusto per ricordarmi che esiste ancora, seppure distrattamente ignorata da tutti, la Bellezza a consolarci. Mi preme parlare dell'editoriale di una certa docente di Storia Contemporanea (quindi indubbiamente un'autorità scientifica di tutto rispetto) che risponde al nome di Lucetta Scaraffia riguardo la morte cerebrale (di cui, viste le sue parole, pare essere un'esperta) e la conseguente donazione degli organi. Ora per fare un po' di sano outing, io ho deciso tempo fa che non donerò i miei organi, dopo lunghissime riflessioni riguardo l'integrità del corpo, in quanto non credendo all'esistenza dell'anima lo considero essenza stessa della vita e della personalità di ogni individuo. Personalmente, mi dà un po' ribrezzo sul piano puramente istintivo il pensiero che si usi il mio corpo come fonte di pezzi di ricambio, non mi va di essere sezionata post mortem e non mi piace nemmeno l'idea di ricevere un trapianto (sempre augurandomi di non averne mai bisogno) in quanto pensare di servirmi di un pezzo di cadavere per sopravvivere mi inorridisce. Questo è quello che io ho maturato dopo lunghe riflessioni e mi è costato innumerevoli liti furibonde con persone che avevano un'idea diversa dalla mia, sono stata tacciata di egoismo e ho avuto il disprezzo di molte persone a cui tenevo. Eppure sono ben conscia che questa è una mia scelta, sacrosanta, che riguarda il mio corpo. Esattamente come la decisione di non proseguire le cure in caso di coma irreversibile: è qualcosa di strettamente intimo e personale, sulla quale nessuno dovrebbe azzardarsi ad esprimere giudizi o tanto meno tentare di impedirne la realizzazione. E invece, spunta questa pia donna, a dire che la morte cerebrale potrebbe non essere sufficiente a stabilire con certezza la fine della vita, e pertanto l'espianto di organi sarebbe di conseguenza una sorta di carneficina di persone indifese che non si possono ribellare. Un po' come l'aborto, insomma. Personalmente mi sono incazzata molto quando ho scoperto che serve una dichiarazione autografa, riportante i dati personali e la data, che attesti il proprio diniego alla donazione degli organi, in mancanza della quale essi saranno espiantati d'ufficio (dichiarazione che, peraltro, io ho scritto mesi fa e mi porto insieme ai documenti) proprio perchè a parer mio è terrificante che ci si avventi su una persona in coma per prelevarne gli organi laddove questa non abbia lasciato indicazioni contrarie per iscritto in merito. Ma dall'altra parte ci sono milioni di persone in Italia perfettamente consce del fatto che l'espianto avviene in presenza di funzioni vitali (altrimenti le cellule morirebbero e l'organo non sarebbe più funzionante) e che accettano serenamente questa eventualità per compiere un gesto impagabile d'amore verso il prossimo in un paese in cui le liste di attesa sono lunghe anni e spesso si muore prima del trapianto. Eppure c'è ancora qualcuno che in nome di Dio è pronto a puntare il dito, certo che il Governo e l'opinione pubblica saranno sempre pronti ad abbassarsi tempestivamente i pantaloni e raccogliere qualcosa che gli è caduto di mano, presumibilmente la dignità, impiegando per ritrovarlo tutto il tempo necessario a farselo mettere nel culo. ![]() ( venerdì, 21 marzo 2008 )
Una persona a cui volevo bene è morta suicida. Non penso ad altro che alla sua faccia coperta da un sacco di cellophane. E non riesco a piangere se non ascoltando L'Ultimo Bacio. Chissà perché. Cerchi riparo fraterno conforto
tendi le braccia allo specchio ti muovi a stento e con sguardo severo biascichi un malinconico mugugno Di quei violini suonati dal vento l'ultimo bacio mia dolce bambina brucia sul viso come gocce di limone l'eroico coraggio di un feroce addio ma sono lacrime mentre piove, piove Magica quiete velata indulgenza dopo l'ingrata tempesta riprendi fiato e con intenso trasporto celebri un mite ed insolito risveglio Mille violini suonati dal vento l'ultimo abbraccio mia amata bambina nel tenue ricordo di una pioggia d'argento il senso spietato di un non ritorno Di quei violini suonati dal vento l'ultimo bacio mia dolce bambina brucia sul viso come gocce di limone l'eroico coraggio di un feroce addio ma sono lacrime mentre piove, piove ![]() ( domenica, 16 marzo 2008 )
"Vivere non è possibile."
Lasciò un biglietto inutile, prima di respirare il gas, prima di collegarsi al caos, era mia amica, era una stronza, aveva 16 anni appena. Vagamente psichedelica, la sua t-shirt all’epoca, prima di perdersi nel punk, prima di perdersi nel crack, si mise insieme ad un nazista conosciuto in una rissa. E nonostante le bombe vicine, la fame, malgrado le mine, sul foglio lasciò parole nere di vita: "la guerra è finita, per sempre finita, almeno per me." "Emotivamente instabile, viziata ed insensibile", il professore la bollò, ed un caramba la incastrò durante un furto all’esselunga, pianse e non le piacque affatto. E nonostante le bombe alla televisione, malgrado le mine, la penna sputò parole nere di vita: "la guerra è finita, per sempre finita, almeno per me." E nonostante sua madre impazzita e suo padre, malgrado Belgrado, l’America e Bush, con una bic profumata da attrice bruciata "la guerra è finita", scrisse così. Baustelle In memoria di B, R, A e di tutti gli amici che non sono riusciti a sopravvivere alla crudeltà del mondo. ![]() |
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within me
« Sherasade è una statua di gesso. ![]() Signore e signori, benvenuti. Io sono Sherasade. Sherasade non è nessuno per il mondo e per sé stessa, ma si dice che per qualcuno sia importante. Sherasade è chiamata alternativamente La Dea e La Ex. ossessonata. ossessiva. cagionevole. piagnucolona per le cose inutili e impassibile per le cose gravi. fiduciosa. pessimista. Sherasade parla spesso di sé al plurale e pensa in terza persona. socialmente impegnata. genietto del cazzo. intelligente ma non si applica. contorta. Sherasade ha diversi alter ego nel web. sdolcinata. buffa. Sherasade è capace di farsi male nei modi più assurdi. vanitosa. innamorata. sanguigna. fumatrice per filosofia. incostante. fotografa e sognatrice. falsa modesta. maestra nel fare gaffe. lettrice incallita. erotomane. Sherasade non sa stare zitta, e non ci prova nemmeno. violenta. gelosa. arrogante. fissata con le sue tette e coi suoi capelli. oratrice per diletto e pittrice per inclinazione. Sherasade si è marchiata con tre tatuaggi, undici piercing e più di mezzo migliaio di cicatrici. odia la gente che puzza e che non ha una coscienza. ama il mare, l'autunno, le metropoli. svergognata. senza malizia. ingenua. cinica. Sherasade è un paradosso che cammina. banners
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