piccolo excursus sul donare se stessi
( giovedì, 04 settembre 2008 )

Eccomi di ritorno da un'estate piuttosto movimentata in cui, mi perdoneranno i miei affezionatissimi che mi hanno subissata di pvt, ho pensato a girare per Londra e per le più belle città d'Italia, giusto per ricordarmi che esiste ancora, seppure distrattamente ignorata da tutti, la Bellezza a consolarci.

Mi preme parlare dell'editoriale di una certa docente di Storia Contemporanea (quindi indubbiamente un'autorità scientifica di tutto rispetto) che risponde al nome di Lucetta Scaraffia riguardo la morte cerebrale (di cui, viste le sue parole, pare essere un'esperta) e la conseguente donazione degli organi.
Ora per fare un po' di sano outing, io ho deciso tempo fa che non donerò i miei organi, dopo lunghissime riflessioni riguardo l'integrità del corpo, in quanto non credendo all'esistenza dell'anima lo considero essenza stessa della vita e della personalità di ogni individuo. Personalmente, mi dà un po' ribrezzo sul piano puramente istintivo il pensiero che si usi il mio corpo come fonte di pezzi di ricambio, non mi va di essere sezionata post mortem e non mi piace nemmeno l'idea di ricevere un trapianto (sempre augurandomi di non averne mai bisogno) in quanto pensare di servirmi di un pezzo di cadavere per sopravvivere mi inorridisce.
Questo è quello che io ho maturato dopo lunghe riflessioni e mi è costato innumerevoli liti furibonde con persone che avevano un'idea diversa dalla mia, sono stata tacciata di egoismo e ho avuto il disprezzo di molte persone a cui tenevo. Eppure sono ben conscia che questa è una mia scelta, sacrosanta, che riguarda il mio corpo. Esattamente come la decisione di non proseguire le cure in caso di coma irreversibile: è qualcosa di strettamente intimo e personale, sulla quale nessuno dovrebbe azzardarsi ad esprimere giudizi o tanto meno tentare di impedirne la realizzazione.
E invece, spunta questa pia donna, a dire che la morte cerebrale potrebbe non essere sufficiente a stabilire con certezza la fine della vita, e pertanto l'espianto di organi sarebbe di conseguenza una sorta di carneficina di persone indifese che non si possono ribellare.
Un po' come l'aborto, insomma.
Personalmente mi sono incazzata molto quando ho scoperto che serve una dichiarazione autografa, riportante i dati personali e la data, che attesti il proprio diniego alla donazione degli organi, in mancanza della quale essi saranno espiantati d'ufficio (dichiarazione che, peraltro, io ho scritto mesi fa e mi porto insieme ai documenti) proprio perchè a parer mio è terrificante che ci si avventi su una persona in coma per prelevarne gli organi laddove questa non abbia lasciato indicazioni contrarie per iscritto in merito.
Ma dall'altra parte ci sono milioni di persone in Italia perfettamente consce del fatto che l'espianto avviene in presenza di funzioni vitali (altrimenti le cellule morirebbero e l'organo non sarebbe più funzionante) e che accettano serenamente questa eventualità per compiere un gesto impagabile d'amore verso il prossimo in un paese in cui le liste di attesa sono lunghe anni e spesso si muore prima del trapianto.
Eppure c'è ancora qualcuno che in nome di Dio è pronto a puntare il dito, certo che il Governo e l'opinione pubblica saranno sempre pronti ad abbassarsi tempestivamente i pantaloni e raccogliere qualcosa che gli è caduto di mano
, presumibilmente la dignità, impiegando per ritrovarlo tutto il tempo necessario a farselo mettere nel culo.

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se questo è un uomo...
( venerdì, 20 giugno 2008 )

...Io sono probabilmente un elefante tigrato.

"In alcuni casi, dopo l'impianto, il nodo di cellule embrionarie non si sviluppa, resta inerte, con la conseguenza che la blastocisti dà luogo ad una neoplasia benigna chiamata mola idatiforme. Dunque, l'uovo fecondato può, spontaneamente e imprevedibilmente, trasformarsi in un cancro uterino."

Grazie a Mifepristin
.

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arrestateci tutti!
( martedì, 17 giugno 2008 )

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Anche io, nel mio piccolo, farò disobbedienza civile, pubblicando in tutti i modi che possono rivelarsi efficaci il contenuto delle intercettazioni di rilevanza politica, sociale e penale di cui verrò a conoscenza; qui sul blog, tramite volantinaggio selvaggio e durante assemblee, oltre che a voce a tutte le persone che conosco.
Accetterò le conseguenze, anche giudiziarie, delle mie azioni, se ce ne saranno, e in tal caso mi appellerò all'articolo 21 della Costituzione e all'articolo 10 della Convenzione Europea sui Diritti dell'uomo e le libertà fondamentali.
So che non è molto, ma per ora è tutto ciò che posso fare.
Informare è un dovere, essere informati un diritto.
Arrestateci tutti.

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soccorso civile
( lunedì, 16 giugno 2008 )

La contraccezione è un diritto.
E' un diritto scegliere se e quando avere figli, è un diritto ricorrere alla contraccezione d'emergenza (pillola del giorno dopo) qualora la contraccezione ordinaria non abbia funzionato (rottura del preservativo o dimenticanza della pillola), ma anche se non ci si è pensato prima.
E' un diritto anche in caso di uno stupro, pretendere almeno di non portare in grembo il figlio del proprio aguzzino.
Nessuno può permettersi di decidere per una donna se deve o no rimanere incinta, nessuno può indebitamente appellarsi ad una cosiddetta coscienza per negare il nostro diritto e dovere di decidere del nostro corpo e del nostro futuro.
Per questo Soccorso Civile ci offre un servizio di grandissima importanza.
Se la pillola del giorno dopo ti viene negata e ti trovi a Roma o a Milano puoi chiamare i seguenti numeri, che ti daranno assistenza immediata per denunciare l'interruzione di pubblico servizio e l'omissione di soccorso, e te la prescriveranno immediatamente.
A Roma puoi chiamare il numero 333 9856046 tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina.
A Milano puoi chiamare il numero 345 5011223 non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.
Per ulteriori informazioni fate riferimento a questa pagina, potete anche scaricare qui il banner.
Se avete trovato utili queste informazioni, vi prego di diffonderle tramite i vostri blog e a tutti i vostri amici.
Su la testa, ragazze!

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( mercoledì, 28 maggio 2008 )

Firmatefirmate, firmate.
Grazie :)

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Parabola di Lazzaro e il ricco Epulone
( giovedì, 15 maggio 2008 )

C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente.
Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. 29 Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi.

Vangelo secondo Luca, 16, 19-31.

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pubblicità regresso - cacciamo San Francesco!
( venerdì, 02 maggio 2008 )

Olio extravergine San Francesco 17 €, con Mastercard.
Elegante fermacarte della Basilica di S. Francesco 10,50 €, con Mastercard.
Sofisticato soprammobile raffigurante Assisi 7,80 €, con Mastercard.
Cacciare i mendicanti dal tempio e lasciarvi i mercanti non ha prezzo.

Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto, c'è Mastercard.


Prossimo evento della settimana: "Ammazziamo i poveri!", patrocinato dal Comune di Assisi e con il contributo della Regione Umbria.
Saranno messi a disposizione dei gentili Visitatori fucili a canne mozze, manganelli di S. Francesco, bastoni, verghe, fruste chiodate della Santissima Fustigazione,taniche di benzina benedetta e fiammiferi, coltelli da caccia.
L'evento si svolgerà nelle principali piazze della città e consisterà nell'inseguire i mendicanti e gambizzarli.
Chi porterà alla meta il maggior numero di denti e/o ossa o parti del corpo dei mendicanti riceverà in premio un pellegrinaggio all inclusive a S. Giovanni Rotondo per rendere omaggio alle spoglie di San Pio!
Accorrete numerosi!


PS: ora mi aspetto che le altre città si adeguino, magari vietando i malati a S. Giovanni Rotondo o i figli di falegnami da Gerusalemme, giusto per "salvare il pubblico decoro" delle città.

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advisory





Basta! Parlamento pulito



within me

« Sherasade è una statua di gesso.
Sherasade stilla veleno dalle labbra.
Sherasade è vendicativa. »


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Signore e signori, benvenuti.
Io sono Sherasade.
Sherasade non è nessuno per il mondo e per sé stessa, ma si dice che per qualcuno sia importante. Sherasade è chiamata alternativamente La Dea e La Ex. ossessonata. ossessiva. cagionevole. piagnucolona per le cose inutili e impassibile per le cose gravi. fiduciosa. pessimista. Sherasade parla spesso di sé al plurale e pensa in terza persona. socialmente impegnata. genietto del cazzo. intelligente ma non si applica. contorta. Sherasade ha diversi alter ego nel web. sdolcinata. buffa. Sherasade è capace di farsi male nei modi più assurdi. vanitosa. innamorata. sanguigna. fumatrice per filosofia. incostante. fotografa e sognatrice. falsa modesta. maestra nel fare gaffe. lettrice incallita. erotomane. Sherasade non sa stare zitta, e non ci prova nemmeno. violenta. gelosa. arrogante. fissata con le sue tette e coi suoi capelli. oratrice per diletto e pittrice per inclinazione. Sherasade si è marchiata con tre tatuaggi, undici piercing e più di mezzo migliaio di cicatrici. odia la gente che puzza e che non ha una coscienza. ama il mare, l'autunno, le metropoli. svergognata. senza malizia. ingenua. cinica. Sherasade è un paradosso che cammina.

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Più Minchia, Meno Minchiate!


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