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( lunedì, 02 marzo 2009 )
Che dire? Belli, questi tre giorni. Amica trasferitasi a casa mia a tempo indeterminato (= doppio guardaroba, assistenza psicologica e domestica 24/7), Amico fiorentino in visita (con adorabile mancanza di scrupoli e sentimentalismi e seghe mentali), notte di Carnevale affogata in fiumi di alcool e discorsi sulle massime esistenziali in compagnia di tre delle persone con cui mi trovo meglio; risate, politica, impegno sociale, una chitarra e 4 voci squisitamente sguaiate (il vino fa questo effetto, eppure nessuna traccia di sbronza seria) fin molto oltre l'alba, una vecchia conoscenza ritrovata, la casa in condizioni pietose e la sensazione splendida di poter finalmente toccare le proprie prospettive. E poi c'è l'episodio emblematico in stile "a volte ritornano (specie quando meno te l'aspetti)", ma va bene, inaspettatamente bene. Eccheccazzo. Voglio bere la mia bile, voglio bere la mia bile, voglio bere la mia bile... Io voglio brindare alla mia bile!* *Io?Drama ![]() ( venerdì, 27 febbraio 2009 )
Beh, lo so, forse ultimamente lascio parlare un po' troppo gli altri per me ma... Cazzo, è perfetta. Eri la vendetta che porta il suo veleno a spasso a piedi nudi fra le loro vene So che mi puoi radiografare col tuo sguardo nucleare e puoi vedere, puoi vedere se c'è un tuo problema o trovi me. Se vuoi cambiare regole posso cambiarle sopra te Voglio proprio capire i tuoi livelli d'amore ma non rivoglio più te Baby che ti salvi dentro la sua stretta scopri com'è dolce il succo della scelta. So che mi puoi radiografare col tuo sguardo nucleare e puoi vedere, puoi vedere se c'è un tuo problema o trovi me Se vuoi cambiare regole posso cambiarle sopra te. Voglio proprio capire i tuoi livelli d'amore ma non rivoglio più te. Chissà come ti trovi bene senza le tue pene. Chissà come ti trovi bene col tuo nuovo pene. Che la tua vita forse sia più grande della mia. Che la tua vita forse è più importante di me. So che mi puoi radiografare col tuo sguardo nucleare e puoi vedere, puoi vedere se c'è un tuo problema o trovi me. Se vuoi cambiare regole posso cambiarle sopra te Voglio proprio capire i tuoi livelli d'amore ma non rivoglio più te. "Veleno", Afterhours ![]() ( martedì, 17 febbraio 2009 )
Paint me a picture and hang it on the wall
Color it darkly, the lines will start to crawl Down, down, down Spin me around and around... Draw me away to the night from the day, leave not a trace to be found... Down...down... Nothing is real but the way that I feel and I feel I'm going down. Paint me a picture of eyes that never see Flashes of lightning that burn for only me... Hey, hey, hey there's only the devil to pay... I'm ready to go, pull me down from below Give me a place I can lay Hey Hey - nothing is real but the way that I feel and I feel I'm going down Nothing is real but the way that I feel and I feel I'm going Nothing is real but the way that I feel and I feel I'm going Down, down down, down down, down down, down down, down, down, down... Blackmore's Night - Self Portrait ![]() ( lunedì, 29 settembre 2008 )
E' facile sai
averti se chiudo i miei begli occhietti spenti e cerco su di me la tua pelle che non c'è poi ti entro, in fondo dentro, lo sai soltanto per capire chi sei forse sei un congegno che si spegne da sé. e puoi maledire la tua bocca se sbagliando mi chiama quando lui ti tocca cercherò su di me la tua pelle che non c'è ti entravo, in fondo dentro, lo sai soltanto per capire chi sei forse sei un congegno che si spegne da sé. Afterhours.
![]() ( giovedì, 15 maggio 2008 )
C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. 29 Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi. Vangelo secondo Luca, 16, 19-31. ![]() ( mercoledì, 14 maggio 2008 )
Gli embrioni e i feti - dice - fan le spese di quel legiferar turpe e distorto che avendo reso lecito l'aborto ha aperto una ferita nel paese. Sapete che a fatica lo sopporto, ma oggi due parole vanno spese per prendere di Ratzi le difese: parla di una ferita, e non ha torto. Peccato non aggiunga, poverino, che la ferita fu un medicamento, giacché quell'affilato taglierino tagliò l'ascesso gonfio e purulento che chiamano l'aborto clandestino. Va meglio, Santità. Ma stia più attento. Gentilmente offertoci da Metilparaben. A buon rendere! ![]() ( domenica, 16 marzo 2008 )
"Vivere non è possibile."
Lasciò un biglietto inutile, prima di respirare il gas, prima di collegarsi al caos, era mia amica, era una stronza, aveva 16 anni appena. Vagamente psichedelica, la sua t-shirt all’epoca, prima di perdersi nel punk, prima di perdersi nel crack, si mise insieme ad un nazista conosciuto in una rissa. E nonostante le bombe vicine, la fame, malgrado le mine, sul foglio lasciò parole nere di vita: "la guerra è finita, per sempre finita, almeno per me." "Emotivamente instabile, viziata ed insensibile", il professore la bollò, ed un caramba la incastrò durante un furto all’esselunga, pianse e non le piacque affatto. E nonostante le bombe alla televisione, malgrado le mine, la penna sputò parole nere di vita: "la guerra è finita, per sempre finita, almeno per me." E nonostante sua madre impazzita e suo padre, malgrado Belgrado, l’America e Bush, con una bic profumata da attrice bruciata "la guerra è finita", scrisse così. Baustelle In memoria di B, R, A e di tutti gli amici che non sono riusciti a sopravvivere alla crudeltà del mondo. ![]() |
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within me
« Sherasade è una statua di gesso. ![]() Signore e signori, benvenuti. Io sono Sherasade. Sherasade non è nessuno per il mondo e per sé stessa, ma si dice che per qualcuno sia importante. Sherasade è chiamata alternativamente La Dea e La Ex. ossessonata. ossessiva. cagionevole. piagnucolona per le cose inutili e impassibile per le cose gravi. fiduciosa. pessimista. Sherasade parla spesso di sé al plurale e pensa in terza persona. socialmente impegnata. genietto del cazzo. intelligente ma non si applica. contorta. Sherasade ha diversi alter ego nel web. sdolcinata. buffa. Sherasade è capace di farsi male nei modi più assurdi. vanitosa. innamorata. sanguigna. fumatrice per filosofia. incostante. fotografa e sognatrice. falsa modesta. maestra nel fare gaffe. lettrice incallita. erotomane. Sherasade non sa stare zitta, e non ci prova nemmeno. violenta. gelosa. arrogante. fissata con le sue tette e coi suoi capelli. oratrice per diletto e pittrice per inclinazione. Sherasade si è marchiata con tre tatuaggi, undici piercing e più di mezzo migliaio di cicatrici. odia la gente che puzza e che non ha una coscienza. ama il mare, l'autunno, le metropoli. svergognata. senza malizia. ingenua. cinica. Sherasade è un paradosso che cammina. banners
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