flusso di coscienza (*)
( mercoledì, 20 maggio 2009 )

Quando deciderò di raccontarvi tutto, probabilmente saremo tutti già morti.
Mi sono svegliata con questa frase in testa.
Non so, esattamente, cosa il mio cervello cercasse di comunicarmi, quel che è certo è che ciò è inquietante.
Scrivo compulsivamente lettere a destinatari immaginari, e la cosa ha del patologico.
Parlo anche molto con la mia defunta madre, ma, mi riferiscono dalla regia, questo è meno preoccupante.
Elaborazione del lutto, la chiamano.
Io credo semplicemente di aver bisogno di scopare.
O perlomeno, è quel che cerca disperatamente di convincermi a fare il mio corpo.
Non mi avrai, stupido ammasso di cellule.

Ho cose da fare.
Una mole pazzesca di cose da fare.
E persone da lasciare.
Sono elettrizzata e triste allo stesso tempo.
E ho bisogno di scopare.
Ma penso che sia solo uno dei periodici lassi di tempo di castità funzionale a raggiungere un obiettivo.
La mia tendenza a lasciarmi distrarre dalle frivolezze è controproducente.
Sono sanguigna. Sono venale. Potrei vendere l’anima per succhiare un po’ di calore.
Non lo farò.
Ha qualche importanza?
Il punto è che potrei.
È dannatamente questo, il punto.

Quando non hai genitori e sei single, il mondo ti sorride.
E tu lo prenderesti a calci sui denti.
Qualcuno mi spieghi perché cazzo dovrei ubriacarmi e tornare a casa all’alba, se non c’è nessuno a preoccuparsene.
Essere adulti è smettere di ricevere soldi dai parenti per il compleanno e poter ordinare legalmente alcolici nei bar di tutto il mondo.
Conclusioni: la libertà è qualcosa di terrificante e completamente inutile.

Mi dà enormemente fastidio aver perso anche gli ultimi e malinconici slanci amorosi.
Un po’ come il malato affezionato alla sua gamba in cancrena: mi sento bene, mio malgrado.
Non è un uomo che voglio, non è un uomo che mi manca.
È solo l’idea.
La tanto sottile differenza tra potenziale e concreto.
Suppongo che mia madre avrebbe fatto una cosa saggia se avesse evitato di leggere Anna Karenina in gravidanza.

Quando deciderò di raccontarvi tutto, probabilmente saremo tutti già morti.
Il cuore è recidivo e il reato è la colpa.
Amen.


(*) attenzione.

Sherasade; riflessioni, sfoghi, avere ventanni commenti (1)?



luci che passano disegnano ombre che restano, ti segnano.
( lunedì, 02 marzo 2009 )

Che dire?
Belli, questi tre giorni.
Amica trasferitasi a casa mia a tempo indeterminato (= doppio guardaroba, assistenza psicologica e domestica 24/7), Amico fiorentino in visita (con adorabile mancanza di scrupoli e sentimentalismi e seghe mentali), notte di Carnevale affogata in fiumi di alcool e discorsi sulle massime esistenziali in compagnia di tre delle persone con cui mi trovo meglio; risate, politica, impegno sociale, una chitarra e 4 voci squisitamente sguaiate (il vino fa questo effetto, eppure nessuna traccia di sbronza seria) fin molto oltre l'alba, una vecchia conoscenza ritrovata, la casa in condizioni pietose e la sensazione splendida di poter finalmente toccare le proprie prospettive.
E poi c'è l'episodio emblematico in stile "a volte ritornano (specie quando meno te l'aspetti)", ma va bene, inaspettatamente bene.
Eccheccazzo.

Voglio bere la mia bile, voglio bere la mia bile, voglio bere la mia bile...
Io voglio brindare alla mia bile!*

*Io?Drama

Sherasade; citazioni, deliri, amici, avere ventanni, devasto commenti (1)?



Io. Ho. Un. Lavoro.
( giovedì, 02 ottobre 2008 )

Ebbene sì, mi hanno assunta come modella di nudo in un liceo artistico.
Sono ufficialmente una contribuente, cazzo.
E non posso negare che la mia vanità abbia avuto una gongolante impennata nell'udire, dalla responsabile delle assunzioni, che fa fatica a darmi un orario subito perchè "sei richiestissima, ti vogliono tutti, non so come incastrare le ore".
Tzk.

(Ne approfitto per ringraziare i diecimila di voi che mi hanno fatto visita in questo anno e mezzo, e per sfanculare gli onnipresenti maniaci che mi intasano di pvt: non siete arrapanti, ma proprio manco per le palle.)

Sherasade; arte, deliri, avere ventanni commenti (3)?



salvate il soldato Ryan (per la serie: AVERE VENT'ANNI MA SENTIRSENE 14)
( giovedì, 15 novembre 2007 )

Come vi ho accennato, i preservativi mi avrebbero accompagnata per questo mese.

Ho cambiato idea, dopo che questa notte uno dei suddetti ha deciso di rompersi a metà, e la metà superiore è andata dispersa nel mio corpo.

Immaginate la scena: il Biondo che si rigira tra le mani il profilattico dilaniato e dice  “è rotto…” e il mio rendermi conto che no, non è una candid camera e che la metà vacante si trova da qualche parte nel mio utero.

Quello che si chiama panico.

Avete idea di quanto in profondità può cacciarsi?

L’ idea di una corsa al pronto soccorso alla 1 di notte con mezzo preservativo nella passera non mi entusiasmava, sapete.

Alla fine, il Biondo ne esce vincente recuperandola, e il mio mese di pausa pillola sarà rimandato a quando il terrore che una cosa del genere possa ripetersi se ne sarà definitivamente andato, il che potrebbe non accadere mai, quindi se avete suggerimenti riguardo ad anticoncezionali che realmente impediscano gravidanze, sono bene accetti.

E comunque, sì, era messo correttamente.

Sherasade; sesso, avere ventanni commenti ?



( venerdì, 10 agosto 2007 )

Ultimi 20 minuti passati a spolverare il mio arrugginito francese imparato da madrelingua per descrivere un libro di geografia ad uno studente (francofono) di mia madre.

Appena finito di studiare Platone, realizzo giusto sull’ultima riga di un brano dalla Repubblica che Platone mi disgusta.

Sono parecchio in ansia per gli esami che mi aspettano a settembre, esami per cui mi sto preparando da mesi, sputando sangue sui libri con cadenza giornaliera.

Esami che mi aspetto che saranno terribili, e la cui facilità puntualmente mi amareggerà.

Intanto rifletto sul mio futuro scolastico-professionale e con rabbia riconosco che quello per cui sono portata si sta atrofizzando sempre di più per colpa di docenti che hanno l’attitudine ad insegnare pressoché nulla, e la cui utilità ai fini della mia (nostra) crescita culturale è pari a quella di un buco del culo sul gomito.

Qualcuno (ciao, Amu!) dirà che è mio compito sbattermi per crescere personalmente e culturalmente, e a questo proposito dico che purtroppo le cose non si imparano da soli, o meglio, farlo senza alcuna guida porta la possibilità di errore a livelli notevoli, errori che difficilmente poi si è in grado di correggere poiché frutto di un percorso individuale e, quindi, intimamente personale.

Ciò detto, ho tentato di mettermi in contatto con i centri antiviolenza della mia zona per via del mio bisogno di concretizzare un impulso che già da mesi tenevo latente, sperando di ottenere informazioni su come posso diventare volontaria in questo tipo di servizi.

Sono rimasta (negativamente) sorpresa dalla segreteria telefonica del centro, in cui venivano elencati gli orari di disponibilità.

Ora, io sarò anche utopica e/o ingenua, ma credevo che si potesse richiedere aiuto in un centro antiviolenza a qualsiasi ora del giorno e della notte, certo non potevo immaginare che i violenti avessero orari fissi…

Ancora un sacco di pessime memorie mi assillano, e l’unica cosa che vorrei è poterle mettere a tacere.

Aggiungiamo che da un po’ di tempo a questa parte ho qualche problemuccio con il mio ragazzo, cose apparentemente da nulla che però vorrei risolvere, notando invece che lui è molto restio a parlarne.

Sono un po’ triste, ma passerà.


Sherasade; sfoghi, deliri, situazioni assurde, avere ventanni commenti (2)?



( mercoledì, 25 luglio 2007 )

E chi ha voglia di studiare. Il sole brucia da settimane, violento.

Si riflette sui vetri e sul metallo, e con le sue scintille un po’ ovunque rende il mondo irreale.

Camminano le persone, si trascinano lente nei loro pensieri aggrappate ad un soffio di vento.

Ho scoperto che in casa mia qualcosa ronza.

Non riesco a capire cosa sia, né perché non me ne sia accorta prima.

E mentre fuori dalla finestra sento la gente che passa i ricordi riaffiorano.

Nulla di grandioso, solo quelle piccole cose che in fondo sono le uniche che vale la pena ricordare.

Come stare in stazione centrale coi capelli umidi di pioggia ad aspettare che lui appaia.

E percorrere mano nella mano le vie di milano e ridere a squarciagola, e baciarsi ad ogni semaforo rosso.

E poi di notte andare a casa insieme e guardare monty python in inglese, non capirne l’umorismo ma riderne lo stesso.

E fare l’amore per ore, per poi uscire sul terrazzo coperti solo da un pesante cappotto e osservare in silenzio i riccioli di fumo salire dalle nostre sigarette verso il cielo viola dell’hinterland milanese.

È successo quasi un anno fa.

Alcune volte quel periodo fa ritorno, e non è un caso.

E comunque tu sei qui ancora.

Per quanto tempo?

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Sherasade; amore, ricordi, avere ventanni commenti (2)?



( domenica, 20 maggio 2007 )

No need to talk…

Post veloce veloce, crollo.

Basta camminare verso patiboli, ora tutto volge al meglio.

Gola che raschia, mal di testa, nelle ultime 24 ore ho ridotto del 70% la mia capacità polmonare grazie ad una quantità inverosimile di nicotina più o meno condita, ma va bene.

Mi riprendo dalla sbronza adesso, adieu.

Sherasade; deliri, avere ventanni, devasto commenti (1)?




advisory





Basta! Parlamento pulito



within me

« Sherasade è una statua di gesso.
Sherasade stilla veleno dalle labbra.
Sherasade è vendicativa. »


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Signore e signori, benvenuti.
Io sono Sherasade.
Sherasade non è nessuno per il mondo e per sé stessa, ma si dice che per qualcuno sia importante. Sherasade è chiamata alternativamente La Dea e La Ex. ossessonata. ossessiva. cagionevole. piagnucolona per le cose inutili e impassibile per le cose gravi. fiduciosa. pessimista. Sherasade parla spesso di sé al plurale e pensa in terza persona. socialmente impegnata. genietto del cazzo. intelligente ma non si applica. contorta. Sherasade ha diversi alter ego nel web. sdolcinata. buffa. Sherasade è capace di farsi male nei modi più assurdi. vanitosa. innamorata. sanguigna. fumatrice per filosofia. incostante. fotografa e sognatrice. falsa modesta. maestra nel fare gaffe. lettrice incallita. erotomane. Sherasade non sa stare zitta, e non ci prova nemmeno. violenta. gelosa. arrogante. fissata con le sue tette e coi suoi capelli. oratrice per diletto e pittrice per inclinazione. Sherasade si è marchiata con tre tatuaggi, undici piercing e più di mezzo migliaio di cicatrici. odia la gente che puzza e che non ha una coscienza. ama il mare, l'autunno, le metropoli. svergognata. senza malizia. ingenua. cinica. Sherasade è un paradosso che cammina.

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