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( giovedì, 02 ottobre 2008 )
Ebbene sì, mi hanno assunta come modella di nudo in un liceo artistico. Sono ufficialmente una contribuente, cazzo. E non posso negare che la mia vanità abbia avuto una gongolante impennata nell'udire, dalla responsabile delle assunzioni, che fa fatica a darmi un orario subito perchè "sei richiestissima, ti vogliono tutti, non so come incastrare le ore". Tzk. (Ne approfitto per ringraziare i diecimila di voi che mi hanno fatto visita in questo anno e mezzo, e per sfanculare gli onnipresenti maniaci che mi intasano di pvt: non siete arrapanti, ma proprio manco per le palle.) ![]() ( lunedì, 29 settembre 2008 )
Alle 6.30 di un pallido mattino di inizio autunno, mi viene in mente che da che sono nata, due cose non sono mai state messe in dubbio: la mia dialettica e la mia bravura con la matita e affini. E mi viene anche in mente che qualcuno, qualche giorno fa, vedendomi scarabocchiare distrattamente un occhio (mio soggetto preferito per gli scarabocchi casuali) sul retro di una lista della spesa, è saltato sulla sedia esclamando in tono quasi inquisitorio: MA ALLORA SAI DISEGNARE! Sul momento mi sono un po' risentita, dando assolutamente per assodato che ogni essere umano sulla faccia della Terra sia al corrente della mia indiscussa bravura nel disegno. Riflettendo sul fatto che forse do le mie doti un po' troppo per scontate, ho deciso di sfruttare la palese bellezza del sembiante di colui che mi ha mosso questa importante osservazione per riprendere in mano la penna e dedicargli il mio primo ritratto da oltre un anno a questa parte (il mio orgoglio mi impone di specificare che è stato realizzato rigorosamente di getto, direttamente a penna). Ringraziamo, dunque, Uomopagaia, senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile (mi commuovo, quasi), e auguriamogli tutta la fortuna che gli serve per l'ammissione all'Accademia di Arte Drammatica di Roma. So che ce la farai. ![]() ( sabato, 25 agosto 2007 )
Io Michelangelo lo amo. Michelangelo che, ventitreenne, da una pietra estrae Premettendo che sono atea ma qualcosa di religione so, credo che lui abbia proprio colto nel segno. Pietà. Una madre che sorregge il corpo esanime del figlio, morto sulla croce. Pietà. Un volto che non trasmette nulla, né Pietà. Maria, il capo chino e il volto velato di dolore, la bocca serrata e lo sguardo perso nel vuoto. Nulla c’è di divino in tutto ciò, se non la sua giovinezza. Il Dolore della Pietà di Michelangelo è umano, palpabile, inconsolabile. Nella Pietà, ![]() ( venerdì, 26 gennaio 2007 )
un'altra anonima notte in un'anonima città nel mezzo del nulla. sono sporca di vernice, mi fanno male le mani, ho rischiato ripetutamente di amputarmi un dito con il taglierino (in effetti, tagliare il compensato con un taglierino non è una buona idea, ma in assenza di mezzi migliori...) una volta pensavo che la felicità fosse nemica dell'arte. e che l'amore corrisposto, in quanto strettamente legato alla felicità, fosse da evitare come la peste per un'aspirante (molto, aspirante) "artista" quale io sono. spinta creatrice. così è stato definito l'amore dalla mia adorata Sna. grazie, grazie, grazie. di saper tradurre in parole concetti. sporca sulle mani e sul viso, ma non nello spirito. nera nei polmoni ma non nelle speranze. [cit] voglio creare, voglio solo questo. domani alzarmi alle 7 sarà un inferno. ![]() ( mercoledì, 17 gennaio 2007 )
scrivere, scrivere, scrivere. necessità e ribrezzo, necessità. Sì, più necessità. da una manciata di giorni mangio al limite della sopravvivenza, un pasto al giorno, a volte nemmeno quello, pochi grammi di carne o un pugno di pasta che non basta a coprire interamente il fondo del piatto. a volte divento isterica dalla fame, rischio il crollo nervoso. sento il mio stomaco contrarsi e lamentarsi, dolore a spasmi, capogiri e la vista si oscura...e il mondo perde colore, diventando una macchia informe su una tela ingrigita, ma i colori sono dentro di me, il colore è il sangue che preme contro le tempie quando gli stridii della fame si fanno più brutali. il corpo vacilla, la mente vacilla, ma la volontà è più forte. l'inedia mi fa sentire severamente superiore, aulica. vedo le linee del mio corpo farsi più violente, le masse di carne assottigliarsi lentamente, impercettibilmente, nessuno lo vede a parte me. ma io lo so. lo sento. sento i vestiti diventare più larghi, anche se di poco, e questo mi conforta di essere sulla buona strada. scuse pietose per saltare i pasti, vedo la preoccupazione negli occhi di mia madre, ma io non sto diventando anoressica, mi fanno schifo quegli scheletri sorridenti fasciati nella seta che infestano le passerelle, io non voglio ammalarmi, voglio solo essere esile. necessità della Forma e dell'Ideale, devo. lo devo a me stessa, voglio ossa che sbattono contro ossa, e non contro quel soffice strato di carne che ricopre i miei muscoli. morsi della fame e rantolo su carta, è fondamentale, fondamentale essere giudici obiettivi di se stessi. consapevolezza. io e il mio talento. noi. ![]() |
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within me
« Sherasade è una statua di gesso. ![]() Signore e signori, benvenuti. Io sono Sherasade. Sherasade non è nessuno per il mondo e per sé stessa, ma si dice che per qualcuno sia importante. Sherasade è chiamata alternativamente La Dea e La Ex. ossessonata. ossessiva. cagionevole. piagnucolona per le cose inutili e impassibile per le cose gravi. fiduciosa. pessimista. Sherasade parla spesso di sé al plurale e pensa in terza persona. socialmente impegnata. genietto del cazzo. intelligente ma non si applica. contorta. Sherasade ha diversi alter ego nel web. sdolcinata. buffa. Sherasade è capace di farsi male nei modi più assurdi. vanitosa. innamorata. sanguigna. fumatrice per filosofia. incostante. fotografa e sognatrice. falsa modesta. maestra nel fare gaffe. lettrice incallita. erotomane. Sherasade non sa stare zitta, e non ci prova nemmeno. violenta. gelosa. arrogante. fissata con le sue tette e coi suoi capelli. oratrice per diletto e pittrice per inclinazione. Sherasade si è marchiata con tre tatuaggi, undici piercing e più di mezzo migliaio di cicatrici. odia la gente che puzza e che non ha una coscienza. ama il mare, l'autunno, le metropoli. svergognata. senza malizia. ingenua. cinica. Sherasade è un paradosso che cammina. banners
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